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Cresce l’uso della rete e un pedofilo online su tre è abusante
I risultati delle indagini di Polizia postale e delle Telecomunicazioni (21/01/2008)


La pedofilia online evolve rapidamente, quanto le nuove tecnologie. Negli ultimi sei anni la Polizia postale e delle Telecomunicazioni impegnata nel contrasto alla pedofilia in rete ha effettuato 187 arresti, 3655 denunce, 3346 perquisizioni e chiuso 155 siti web con materiale pedopornografico (dati al 21 giugno 2007). Ha inoltre segnalato 10.376 siti pedofili all'estero. Numeri che indicano un fenomeno in evoluzione e un aumento dell'utilizzo di Internet grazie soprattutto alle capacità informatiche del mezzo, che offrono sempre maggiori possibilità di archiviare e scambiare materiale. I nuovi sistemi (file sharing, storage, hosting) rendono più facile condividere migliaia di informazioni, in modo automatico e anche in assenza di collegamento, e garantiscono una maggiore interazione tra proprietario del sito o del blog e il visitatore-utente. Secondo Elvira D'Amato, vicequestore aggiunto e funzionario del servizio di polizia postale addetto al coordinamento operativo delle indagini di pedofilia in rete è difficile dire se il fenomeno è in aumento, di certo cresce l'utilizzo del web e la facilità con cui si può reperire materiale pedopornografico. Non esiste un profilo tipo del pedofilo; in rete c'è un po' di tutto: dagli adolescenti agli ottantenni. Fanno eccezione le donne, che non sono quasi mai implicate direttamente ma si lasciano coinvolgere per agevolare o compiacere il partner. A volte, sottolinea il vicequestore, si tratta di persone che sono per professione vicine ai minori, come educatori, insegnanti, operatori di comunità, e che proprio in questo contatto quotidiano finiscono per scoprire o ammettere le proprie tendenze.

«Ma un dato balza all'occhio - sottolinea D'Amato -: mentre fino ad ora si trattava di pedofili online, oggi si scopre che uno su tre è abusante». Si tratta di persone che non si limitano a guardare o scambiare materiale pedopornografico ma agiscono, ad esempio, attraverso il turismo sessuale. Un dato da non sottovalutare, secondo il vicequestore, anche se da prendere con cautela; l'attività della Polizia postale si concentra infatti sulle indagini preliminari e manca a oggi la possibilità di incrociare questi dati con quelli complessivi del fenomeno. Sarà anche questo uno dei compiti del neonato Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito presso il Dipartimento per le politiche della famiglia il 30 ottobre scorso ed entrato in vigore lo scorso 5 gennaio, voluto e pensato per studiare e monitorare il fenomeno degli abusi sui minori e per garantire un'azione di prevenzione e repressione più efficace da parte delle istituzioni. Intanto il 1° febbraio sarà inaugurato il Centro online contro la pedopornografia che vede impegnati insieme Polizia postale e ministeri dedicati.



Fonte: Redattore sociale , 21/01/2008



pubblicato: 23-01-2008 - modificato: 02-03-2009





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