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I pediatri appoggiano la campagna ministeriale sull’uso della televisione
Si tratta della campagna “Bambini e televisione: meglio non distrarsi” (11/01/2008)


Pieno appoggio arriva dalla Società italiana di pediatria (Sip) all'iniziativa congiunta Ministero delle Comunicazioni-Rai per la campagna di sensibilizzazione “Bambini e televisione: meglio non distrarsi”, che intende richiamare l'attenzione sul rapporto tra i più piccoli e i programmi tv, le cui immagini e resoconti possono richiedere un livello di maturità non alla portata dei più piccoli.

Così come la Sip manifesta apprezzamento per l'allungamento di un'ora (dalle 16 alle 20) della fascia oraria protetta e per il vincolo di non interrompere con la pubblicità i programmi per bambini e i cartoni animati a intervalli minori di 30 minuti. «Anche se - sottolinea Pasquale Di Pietro, presidente della Società italiana di pediatria - il problema non è solo quanto duri la fascia protetta e ogni quanto tempo vi siano le interruzioni pubblicitari ma, soprattutto, il rispetto dei vincoli che la fascia protetta impone e la quantità totale di spot pubblicitari che un bambino o un adolescente è costretto a guardare in due o tre ore pomeridiane passate davanti alla tv».

Gli ultimi rilevamenti della Società italiana di pediatria sull'affollamento pubblicitario, risalenti allo scorso settembre, portano a ipotizzare che uno spettatore che guardasse quotidianamente due ore di televisione pomeridiana sull'emittente “Italia 1” (presa come riferimento perché risulta l'emittente più seguita da bambini e adolescenti nella fascia oraria pomeridiana), assisterebbe in un anno a oltre 35.000 spot pubblicitari tra cui oltre 5500 pubblicizzanti alimenti.

«A questo proposito - sottolinea Di Pietro - la Sip ha deciso di rendere sistematico il monitoraggio sull'affollamento pubblicitario in fascia oraria protetta, con rilevamenti mensili che inizieranno proprio a gennaio 2008. Inoltre, da un monitoraggio esclusivamente quantitativo, passeremo anche ad una analisi qualitativa degli spot pubblicitari». In tal senso, aggiunge Di Pietro, «metteremo il nostro lavoro a disposizione del comitato tv e minori del Ministero delle Comunicazioni, col quale abbiamo già iniziato a collaborare fattivamente». Ciò che faremo anche, conclude Di Pietro, «sarà una sempre maggior sensibilizzazione dei genitori a considerare gli effetti negativi che una visione di televisione esagerata e non controllata può produrre nei loro figli».



Fonte: Redattore sociale , 11/01/2008



pubblicato: 16-01-2008 - modificato: 02-03-2009





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