logo stampa sportello


Emergenza abitativa a Palermo: mancano 7200 case
Tante sono le case necessarie per coprire la richiesta (11/12/2007)


7200 alloggi riuscirebbero a coprire il fabbisogno abitativo della città di Palermo. Due le possibilità che si prospettano: costruire nuovi edifici abitativi o recuperare tutti quelli che sono attualmente inutilizzati. Il Comune di Palermo sembra orientato per la prima possibilità, quella di costruire nuovi complessi abitativi. Proprio per questo, per il momento la Commissione consiliare urbanistica sta esaminando tutti i carteggi per esprimere un parere che dovrebbe portare poi al voto definitivo in aula. Nonostante qualcuno tema un nuovo “sacco edilizio di Palermo” riprenderà quindi il Peep (Piano di edilizia economica e popolare) destinato a dare una spallata all'attuale Piano regolatore della città.

Secondo quanto stabilisce, infatti, uno studio del docente di Economia e politica dello sviluppo Sergio Vizzini, di 7200 alloggi è il fabbisogno decennale della città suddiviso in 3200 alloggi di edilizia agevolata, 2026 alloggi di edilizia sovvenzionata e 1974 alloggi per emergenze e altri casi. Un dato che si scontra pesantemente con l'attuale piano regolatore, redatto più di 10 anni fa, secondo il quale si prevedono nuove aree edificabili per un totale di 3021 case. Allo stato attuale, però, gli alloggi effettivamente realizzabili - mettendo da parte gli edifici abusivi, gli insediamenti non residenziali per mancanza degli standard minimi per costruire - sarebbero 900.

Nello stesso tempo, pendono le istanze per programmi costruttivi di edilizia agevolata e sovvenzionata per 3500 alloggi e una graduatoria per l'assegnazione delle case popolari con ben 9956 richiedenti.

Secondo quanto prevede però, il vecchio Piano regolatore, dovrebbero essere recuperati 8500 alloggi già esistenti ma inutilizzati. La cosa però sembra poco interessare l'amministrazione comunale. Nella relazione dell'urbanistica comunale si legge infatti che «il recupero ha incontrato forti rallentamenti sia per problemi di carattere tecnico-amministrativo, sia per i maggiori costi, che hanno allontanato molta parte della domanda».

Proprio per questo al consiglio comunale è stata presentata la proposta che prevede di costruire nelle borgate ancora in corso di pianificazione, in particolare nelle aree destinate a servizi ma inutilizzate e secondo la logica della “città verticale”.

«Che l'emergenza casa sia un problema reale è indubbio - ha detto Gerlando Inzerillo, presidente della commissione Urbanistica -. Questo piano è un buon punto di partenza, ma va approfondito e integrato con l'apporto di tutti, dalle forze politiche all'Università, dalle coop edilizie al sindacato degli inquilini. Dobbiamo però scongiurare il pericolo di creare un nuovo Zen 2, l'eventuale nuova edilizia andrà spalmata su tutta la città». Non la pensano così i consiglieri d'opposizione come sottolinea Rosario Filoramo, vice presidente della stessa commissione: «Non credo che esista questo esagerato bisogno di nuova edilizia - afferma -. Va invece razionalizzato l'esistente e semmai favorita l'edilizia popolare, accessibile alle famiglie realmente bisognose».

L'invito a procedere con i piedi di piombo giunge pure il senatore Carlo Vizzini che precisa come vada bene lo studio del fabbisogno abitativo ma bisognerebbe nel contempo concentrarsi anche sulle migliaia di case sfitte, prima di pensare a costruire. «Una cosa è il bisogno della fasce marginali, un'altra è l'interesse di chi vuole costruire per investire - ha detto Vizzini -. Per questo sono sicuro che il sindaco terrà accesi i riflettori sulle eventuali varianti urbanistiche che dovrebbero essere adottate».

«Il problema abitativo interessa tutta la città e tutte le classi sociali. Negli ultimi 10 anni si è costruito poco. L'emergenza abitativa si può risolvere soltanto promuovendo e avviando contemporaneamente sia il recupero del centro storico che l'edificazione agevolata e sovvenzionata. Le nuove edificazioni sono fondamentali se si vuole fare fronte a una buona parte del fabbisogno abitativo», aveva riferito, recentemente durante un incontro sull'argomento, l'ingegnere Marco Di Benedetto dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili).

Intanto ci sono novità per le famiglie senza casa. Dopo avere trascorso il mese in albergo, le 18 famiglie senza casa palermitane che recentemente avevano occupato l'aula consiliare, saranno suddivise in quattro residence. Lo ha deciso il Comune in occasione di un incontro avvenuto nei giorni scorsi con le famiglie. Definitivamente abbandonata quindi l'ipotesi di utilizzare i containers della Protezione civile che saranno usati solo in caso di emergenze.



Fonte: Redattore sociale , 11/12/2007



pubblicato: 12-12-2007 - modificato: 27-02-2009





chiudi finestra