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Cooperative in crescita grazie a donne e immigrati
Cresce il movimento cooperativo in Lombardia (27/11/2007)


Crescono le cooperative in Lombardia: rispetto al 2006 hanno il 2,7% in più di addetti (in totale 39.000 persone) e un giro di affari complessivo di 4,3 miliardi di euro, in crescita a un tasso del 5%. E l'80% del valore aggiunto delle 1550 cooperative è formato dal lavoro, contro una media delle imprese italiane che si ferma al 48,5%. Sono i dati presentati da Legacoop , un sistema imprenditoriale che coinvolge circa un milione di soci, pari al 13% delle famiglie lombarde.

Tra le tendenze più significative dell'anno sono la crescita delle donne e degli immigrati: le prime crescono di numero e assumono sempre di più posizioni di comando soprattutto per quanto riguarda le cooperative sociali. Sono donne la maggioranza degli addetti nelle cooperative di lavoro (15.500 contro 13.900 uomini) e un presidente di cooperativa su cinque. Per le cooperative sociali la percentuale sale a un dirigente donna su quattro. 'Il nostro sforzo è incentivare l'equilibrio tra donne e uomini nelle posizioni di vertice. Nella presidenza dell'Associazione lombarda delle cooperative di servizi e turismo di Legacoop (Alcst) sono tre su 10', dice Felice Romeo presidente dell'Alcst. 'La parità è ancora lontana, ma si tratta di dati migliori rispetto alla media nazionale dove è occupata solo quattro donne su 10'. L'esperienza di alcune cooperative inoltre è all'avanguardia. Eleonora Bortolotti, presidente di Eureka, una cooperativa impegnata nell'educazione, dagli asili nido agli sportelli dell'Informagiovani, ha recentemente ricevuto il premio Belisario per pratiche Family friendly: orari flessibili ma contratti sicuri che permettono alle donne di conciliare maternità e lavoro.

Per quanto riguarda i lavoratori immigrati, per ora la tendenza è la crescita del numero e non ancora di posizioni di vertice. Gli addetti stranieri nelle cooperative lombarde di lavoro sono in tutto 5000 a fine 2007. Tre anni fa erano quasi la metà, circa 2700 persone. In alcuni settori in particolare (movimentazioni merce, trasporto, logistica, multiservice) si pensa che alla fine del decennio i lavoratori immigrati supereranno il 50%. 'La totalità di questi lavoratori è socio della cooperativa, dunque inquadrato con un contratto a tempo indeterminato, elemento fondamentale per ottenere i rinnovi del permesso di soggiorno e per accedere ad altri servizi, come il credito bancario, importanti per l'integrazione sociale' spiega Romeo. Per quanto riguarda le recenti inchieste sulle cooperative che sfruttano i lavoratori, Legacoop ha una proposta di legge: 'Chiediamo che anche noi come lega, possiamo svolgere controlli non solo sulle nostre associate ma anche sulle cooperative spurie, quelle dove maggiormente avvengono i soprusi ai danni dei lavoratori', conclude Romeo.


Fonte: Redattore sociale , 27/11/2007



pubblicato: 28-11-2007 - modificato: 10-05-2012





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