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Al via le direttive europee sui rifugiati
Il governo ha approvato due decreti legislativi (13/11/2007)



Due direttive europee sui rifugiati stanno per diventare norme effettive anche nel nostro Paese. Nell'ultima riunione del Consiglio dei ministri il governo ha infatti approvato, su proposta del ministro dell'Interno Giuliano Amato, il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2004/83 relativa all'attribuzione, a cittadini di Paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta e un altro decreto legislativo (sempre per iniziativa di Amato), che recepisce un'altra direttiva europea, la 2004/85.

Il primo decreto legislativo proposto dal ministro dell'Interno è passato in Consiglio dei ministri senza modifiche e quindi è pronto per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il testo aveva infatti già ottenuto il via libera della competente commissione parlamentare. Nel secondo decreto legislativo sono stati invece segnalati alcuni errori formali. Dopo la correzione (questione di ritocchi, fanno sapere da Palazzo Chigi) anche questo secondo testo sarà pronto per la pubblicazione in Gazzetta. I due provvedimenti colmano una grossa lacuna giuridica, visto che l'Italia è uno dei pochi Paesi a essere ancora sprovvisto di una legge organica sui rifugiati e sul diritto di asilo. Nello stesso tempo però i due decreti del governo non risolvono il problema nel suo complesso, essendo solo il recepimento formale delle direttive che già valgono in altri Paesi della UE. Rimane dunque aperto il problema di una legge organica in materia. In Parlamento sono depositate alcune proposte che ora dovranno essere sottoposte al dibattito per poter arrivare a un testo definitivo della prima legge italiana sul diritto di asilo.

Vediamo intanto che cosa stabiliscono le due direttive recepite dal governo con i due decreti legislativi. La prima direttiva (2004/83), stabilisce prima di tutto l'attribuzione agli Stati membri della facoltà di introdurre o di mantenere in vigore disposizioni più favorevoli riguardo alla determinazione dei soggetti che possono essere considerati rifugiati o «persone ammissibili alla protezione sussidiaria». La direttiva rende quindi un po' più elastica la materia anche rispetto alla definizione degli elementi sostanziali della protezione internazionale, purché compatibili - come è ovvio - con le disposizioni della direttiva stessa.



Fonte: Redattore sociale , 13/11/2007




pubblicato: 14-11-2007 - modificato: 27-02-2009





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