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Pronti a fissare i livelli essenziali di assistenza per la non autosufficienza
Gli impegni del ministro Paolo Ferrero (05/10/2007)


Fissare i Livelli essenziali di assistenza sulla non autosufficienza e intraprendere un piano che nell'arco di tre anni porti alla effettiva esigibilità dei diritti: è il percorso illustrato dal ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero in risposta alla richiesta della Federazione italiana superamento handicap (Fish) di determinare per legge i livelli minimi di assistenza garantiti a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale. Una richiesta alla quale, secondo le stesse parole del ministro, il governo può far fronte solamente con un 'provvedimento limitato', che costituisce però una 'strada obbligata' per iniziare a ottenere risultati, anche perché 'nessuno purtroppo ha sette miliardi di euro da mettere nel sociale'. Il Ministero della Solidarietà sociale ha così predisposto - d'accordo con il dicastero della Salute - una legge delega sui livelli essenziali della sola "non autosufficienza", prevedendone la definizione dei gradi di gravità, e il sistema Icf come base per la loro verifica, e investendo sull'idea dei "punti unici di accesso" come perno di un sistema di "presa in carico" personalizzata dei cittadini. Il Fondo per la non autosufficienza, ha ricordato Ferrero, è stato dotato di 100 milioni di euro dalla Finanziaria 2007 (utilizzati per lo sviluppo dei punti unici di accesso e per la valorizzazione dei sistemi di domiciliarità) e di 400 milioni per il 2008. 'Avevo chiesto per il prossimo anno 500 milioni, e ne chiederò per il 2009 un miliardo e per il 2010 un miliardo e mezzo' ha affermato il ministro: 'Ci vuole un aumento costante che arrivi a regime a due miliardi di euro l'anno, risorse che devono essere aggiuntive e non sostitutive di quelle destinate alle regioni e ai comuni'. L'impegno è dunque quello di approvare il collegato alla Finanziaria sui livelli essenziali per la non autosufficienza, di emanare immediatamente i decreti collegati e nel giro di tre anni "andare a regime".

Sugli altri punti, a iniziare da quello dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità, Ferrero ha ricordato la necessità di sfruttare la visibilità politica che sarà data dalla prossima ratifica della Convenzione ONU sui diritti dei disabili: 'Entro la fine di ottobre, se non subentreranno problemi, il Parlamento dovrebbe poter dare il suo ok definitivo alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità firmata lo scorso 30 marzo', ha spiegato il ministro ricordando che in soli sei mesi ben 119 stati l'hanno sottoscritta e sette l'hanno anche ratificata: 'Se riuscissimo a farlo anche noi sarebbe un vero e proprio record'. Ferrero ha infine ricordato di aver chiesto in Finanziaria - per il momento invano - 10 milioni di euro per il Fondo per l'abbattimento delle barriere (si spera nelle modifiche parlamentari), di ritenere necessarie la modifica dell'art. 12 della Legge 12 marzo 1999, n. 68 sull'inserimento lavorativo dei disabili e dell'art. 14 della legge 30/03 sul mercato del lavoro, e di puntare entro sei mesi alla disciplina delle modalità di intervento diagnostico precoce abilitativo e riabilitativo dei bambini nati sordi, misura questa che si affianca al disegno di legge che riconosce la Lingua dei Segni (LIS) approvato dal Consiglio dei ministri il mese scorso.



Fonte: Redattore sociale , 05/10/2007



pubblicato: 15-10-2007 - modificato: 10-05-2012





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