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Lavoro temporaneo



ll lavoro temporaneo consiste in una prestazione d'opera da parte del lavoratore, per il periodo indicato dal contratto, in un'impresa diversa da quella che lo ha assunto.
I soggetti che concorrono a questa particolare forma contrattuale sono: l'impresa utilizzatrice, l'impresa fornitrice (agenzia), il lavoratore.
Di seguito sono indicati i casi in cui è possibile ricorrere al lavoro temporaneo, quando è vietato, quali sono i diritti del lavoratore, i controlli, la sicurezza sul luogo del lavoro.

Per il soddisfacimento di esigenze di carattere temporaneo, le imprese possono ricorrere a questa particolare forma di lavoro fondata sul rapporto fra tre soggetti: l'impresa utilizzatrice, l'impresa fornitrice e il lavoratore. Il lavoratore viene assunto dall'impresa fornitrice ma presta la propria attività, per un periodo di tempo determinato, presso l'impresa utilizzatrice, agendo sotto la direzione e il controllo di quest'ultima.

Quando è possibile
I soggetti che possono esercitare l'attività di fornitura di lavoro temporaneo sono società di capitali o cooperative autorizzate dal Ministero del Lavoro e che abbiano questa attività come fine esclusivo.
L'impresa fornitrice può assumere il lavoratore con contratto a tempo determinato, della durata pari a quella della "missione" presso l'impresa utilizzatrice; può anche decidere di assumere il lavoratore a tempo indeterminato, inviandolo, di volta in volta, sulla base di specifici contratti di fornitura, presso imprese utilizzatrici diverse. In questo secondo caso al lavoratore spetterà, oltre alla retribuzione pattuita per le giornate di lavoro prestate, anche una indennità di disponibilità per le giornate in cui, pur restando a disposizione, non è stato utilizzato.
L'impresa fornitrice (usualmente definita Agenzia) svolge dunque un'opera di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro.
Per i servizi offerti, l'agenzia richiede alle imprese un compenso che va ad aggiungersi al costo del lavoro e allo specifico contributo per la formazione professionale dei lavoratori temporanei. Per queste ragioni il lavoro temporaneo è più oneroso, per l'impresa utilizzatrice rispetto all'assunzione diretta a tempo determinato.
Da questo deriva, come l'esperienza degli altri Paesi insegna, che le imprese sono indotte a utilizzare il lavoro temporaneo per brevi periodi (in Francia la durata media delle "missioni" è di quindici giorni); superata una certa soglia, il maggior onere rende particolarmente gravoso il ricorso a questa forma di lavoro. Se al termine della "missione" l'esigenza aziendale continua, è opportuno per l'impresa assumere direttamente il lavoratore. In proposito va segnalato che l'assunzione da parte dell'impresa utilizzatrice è considerata con favore dal legislatore; infatti la legge vieta ogni clausola volta a limitare la facoltà dell'impresa utilizzatrice di assumere direttamente il lavoratore al termine del contratto per prestazioni di lavoro temporaneo.
Le imprese possono ricorrere al lavoro temporaneo quando ciò sia previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro o quando vi sia la necessità di manodopera da utilizzare temporaneamente in qualifiche non previste dai normali assetti produttivi aziendali o, infine, per sostituire lavoratori assenti.

Quando è vietato
È invece espressamente vietata la fornitura di lavoro temporaneo nei seguenti casi: qualifiche di esiguo contenuto professionale, individuate dai contratti collettivi nazionali di lavoro; sostituzione di lavoratori in sciopero; assegnazione a unità produttive nelle quali si sia proceduto nei dodici mesi precedenti a licenziamenti collettivi, oppure delle quali sia in atto l'intervento della cassa integrazione guadagni per lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la fornitura di manodopera; imprese che non dimostrino di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui all'art. 4 del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (sostituito dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81); lavorazioni che richiedono sorveglianza medica speciale e lavori particolarmente pericolosi (da definirsi con decreto ministeriale).
Comunque, nell'ambito di una stessa impresa, i lavoratori temporanei non possono superare una data percentuale rispetto al totale dei dipendenti a tempo indeterminato; tale percentuale è stabilita dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
Per i settori dell'agricoltura e dell'edilizia il legislatore detta norme particolari. Il lavoro temporaneo potrà essere introdotto dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in via sperimentale, individuando le aree territoriali e definendo le modalità della sperimentazione.

Diritti dei lavoratori
Quanto ai diritti riconosciuti al lavoratore temporaneo, la legge tende ad assicurare, compatibilmente con le caratteristiche dell'istituto, la parità di trattamento con i dipendenti dell'azienda utilizzatrice. Ciò risponde all'esigenza di scongiurare un utilizzo non corretto del lavoro temporaneo e alla necessità di rassicurare i lavoratori di fronte a una nuova forma di lavoro.
Per quanto riguarda la misura della retribuzione, viene stabilito che essa non possa essere inferiore a quella a cui hanno diritto i dipendenti di pari livello dell'impresa utilizzatrice. Inoltre, il lavoratore gode di un'importante garanzia: l'impresa utilizzatrice risponde in solido per le retribuzioni e i contributi eventualmente non pagati dall'agenzia.
In secondo luogo il lavoratore temporaneo può esercitare i diritti sindacali riconosciuti ai dipendenti dell'impresa utilizzatrice (ad esempio, partecipando alle assemblee sindacali).
Infine va segnalato che il lavoratore temporaneo può usufruire di tutti i servizi sociali e assistenziali di cui godono i dipendenti dell'impresa utilizzatrice.
Al fine di favorire iniziative di formazione professionale rivolte ai lavoratori temporanei è prevista l'istituzione di un apposito fondo, alimentato mediante il versamento da parte delle imprese fornitrici di un contributo pari al 5% della retribuzione corrisposta ai lavoratori. In questo modo si tenta di rafforzare la professionalità dei lavoratori per favorirne l'inserimento in forma stabile e qualificata nel mercato del lavoro.

Salute e sicurezza
L'impresa fornitrice deve informare il lavoratore sui rischi riguardanti la sicurezza e la salute e deve formarlo e addestrarlo all'uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell'attività lavorativa a cui sarà adibito. Nel contratto di fornitura può essere previsto che tale obbligo sia adempiuto dall'impresa utilizzatrice. In effetti appare verosimile che in molti casi, specie nel settore industriale, possa prevalere questa seconda ipotesi; in presenza di attrezzature particolari, non comuni o sofisticate, può infatti essere più efficace e più semplice che gli obblighi sopra indicati (informazione, formazione e addestramento al fine di prevenire i rischi per la sicurezza e la salute del lavoratore) siano assolti dall'impresa utilizzatrice. In casi del genere quest'ultima dovrebbe essere in grado di svolgere un'azione completa e puntuale sui rischi derivanti da macchinari e attrezzature che essa conosce molto meglio di chiunque altro.
L'impresa utilizzatrice, in aggiunta agli obblighi eventualmente assunti nel contratto di fornitura e di cui si è detto, deve informare il lavoratore nel caso in cui le mansioni richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici e deve osservare tutti gli obblighi di protezione previsti per i propri dipendenti. È comunque l'impresa utilizzatrice a essere responsabile della eventuale violazione degli obblighi di sicurezza stabiliti dalla legge o dai contratti collettivi.

Controlli
Sono previsti controlli di tipo amministrativo sui singoli contratti (copia del contratto di fornitura deve essere trasmessa alla Direzione provinciale del lavoro) e sull'insieme dell'attività svolta dall'impresa di fornitura di lavoro temporaneo (l'autorizzazione concessa all'agenzia ha durata biennale e potrà essere prorogata solo a seguito di verifica del corretto andamento dell'attività svolta).
Un ruolo significativo è attribuito al controllo da parte delle organizzazioni sindacali. Sono previsti infatti obblighi di informazione posti in capo all'impresa utilizzatrice: essa deve dare informazione preventiva alle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in relazione a ogni contratto di fornitura e deve ogni anno offrire una sintesi panoramica del ricorso al lavoro temporaneo.



Per approfondimenti e altre informazioni:
- Sul lavoro temporaneo: CGIL-NIdiL; CISL-FeLSA
- Per sapere come funziona la previdenza sociale con i nuovi contratti, il sito dell'INPS
- Portale sul lavoro interinale
- Sulla sicurezza








pubblicato: 11-11-2002 - modificato: 24-11-2011





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