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Turismo accessibile sulle Alpi italo-francesi
L’esperienza del progetto europeo "Una montagna per tutti"




Mercoledì 24 ottobre, nell'ambito di Melting Box, la Fiera internazionale dei diritti e delle pari opportunità svoltasi al Lingotto di Torino dal 22 al 24, si è svolto il seminario Turismo accessibile sulle Alpi italo-francesi. L'esperienza del progetto europeo "Una montagna per tutti".

Promosso dalla Provincia di Torino in collaborazione con la Comunità Montana Val Sangone, il seminario ha illustrato i primi risultati del Progetto INTERREG IIIA "Una montagna per tutti", progetto che vuole avviare un processo di accessibilità del turismo rendendo il territorio montano più adeguato alle esigenze dei soggetti con esigenze di fruibilità diversificate attraverso la costruzione di una rete unitaria transfrontaliera di fruizione del territorio montano.

Rivolto a tutti, il progetto non è finalizzato solo all'abbattimento delle cosiddette "barriere architettoniche", ma anche al ripensamento della fruibilità del patrimonio turistico, culturale e naturalistico delle montagne per soggetti fisicamente svantaggiati o con difficoltà sensoriali attraverso servizi mirati, un ambiente adeguato e rassicurante, professionalità specifiche e attenzione alle abilità diverse dell'utenza. Capofila del progetto è la Comunità Montana Val Sangone, coadiuvata dalla Provincia di Torino e dalla Communauté de Communes du Briançonnais.

Il seminario si è aperto con il saluto dell'assessore provinciale al Turismo e allo Sport Patrizia Bugnano e dell'assessore alla Solidarietà Sociale Salvatore Rao, che ha ribadito come si parli di turismo di qualità quando esso non esclude. L'incontro è stato moderato dal dirigente al Turismo e Sport della Provincia di Torino Mario Burgay che ha sottolineato l'approccio non pietistico ma laico alle disabilità. Il primo intervento è stato di Carlo Marinari, presidente della Comunità Val Sangone, che ha presentato il progetto Una montagna per tutti. Marinari ha detto che il progetto "Turismo e disabilità" ha preso le mosse nel 2003, Anno europeo delle persone con disabilità. Si è pensato quindi di strutturare il progetto transfrontaliero INTERREG, a cavallo di Italia e Francia. Iniziato nel luglio 2005, si concluderà ad aprile del 2008. Il progetto non è rivolto solo ai disabili, ma anche a donne incinte, agli anziani, insomma a tutti. Tra gli obiettivi c'è quello di creare una rete di commercializzazione delle attività proposte rendendo fruibili in modo concreto tutti i territori, cercando di non realizzare nuove strutture ma ottimizzando l'esistente. Al fine di costruire una cultura diversa dell'accoglienza, concretamente realizzando corsi per gli albergatori (in Italia) e corsi specifici (ad esempio per istruttori di sci in Francia).

È poi intervenuta AnnaMaria Bidoia, responsabile dell'Ufficio Informazione sociale della Provincia di Torino, la quale ha evidenziato come l'attività di informazione del suo ufficio, che si compone di due realtà, il Centro Informazione Disabilità - CID e lo Sportello di Informazione sociale, si è intensificata nel corso delle Paraolimpiadi del febbraio 2006. In seguito all'incontro e all'interazione con i partners francesi, è stato realizzato l'opuscolo "Buone prassi per l'accoglienza delle persone disabili", anche prendendo spunto dal fatto che sul versante dello sport di montagna i francesi sono molto più avanti. Anche da Bidoia è emersa la necessità di adeguare l'esistente piuttosto che realizzare nuove strutture.

È seguito l'intervento di Dominique Ferrero, coordinatrice dell'ATR 05 Agence Touristique Réceptive Hautes-Alpes, sulla "Comunicazione e promozione delle offerte turistiche". Ferrero ha presentato alcuni progetti di fruibilità del territorio da parte dei disabili, attraverso un'idea di piattaforma di commercializzazione condivisa dell'APM (Alpes, Provence, Mediterraneé) che comprende vari territori, sette province, per un totale di 350.000 letti "turistici". Ferrero ha evidenziato come sia stato necessario, per la realizzazione di tali progetti, avviare preliminarmente un censimento dell'offerta turistica. Per fare ciò, si è verificata l'accessibilità delle strutture con un rappresentante dell'Association des Paralysés de France (APF), in seguito alla quale si è provveduto a stipulare contratti con gli albergatori. Diversi i progetti in corso: Nature en plain air, Patrimoine, Partenariat, Gran tourisme.

Gianmauro Brondello, della Cooperativa Eta Beta, è intervenuto sul tema della sensibilizzazione e della formazione degli operatori turistici. Brondello ha sostenuto la necessità di partire dal fatto che non bisogna parlare di disabilità, ma che al centro ci sono le persone, con difficoltà, certo, ma che hanno tutto il diritto di fruire del territorio. Le "Buone prassi" realizzate sono una proposta di buona convivenza e per una tale convivenza è necessario abbattere le barriere, non solo architettoniche, ma anche culturali. In sintesi, è necessario il superamento del concetto di mancanza, come è importante superare l'elemento sanitario, nel senso che le persone disabili non necessitano solo ed esclusivamente di sostegno sanitario.

In chiusura, il seminario ha proposto la presentazione delle iniziative realizzate sul territorio. Giovanni Borgarello, del Consorzio Pracatinat, ha presentato i risultati di uno studio sul territorio. Liliana Carrello, sempre del Consorzio Pracatinat, ha presentato gli elementi di un progetto pilota che ha come oggetto i soggiorni in montagna per i diversamente abili. Barbara Pons ha presentato il progetto dell'Ecomuseo Scopriminiera (Val Germanasca) rivolto a disabili motori e non vedenti. Bruno Aimone ha illustrato il percorso per non vedenti nel Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, mentre Stefania Merlo ha illustrato le caratteristiche dell'accoglienza del Rifugio La Madlena di Giaveno.



pubblicato: 18-02-2008 - modificato: 29-02-2012




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