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«Sulle politiche di inclusione servono fondi vincolati»
Intervento del ministro Ferrero sulla popolazione Rom (23/01/2008)


«Servono fondi dedicati che non siano stornati» verso altri progetti. Così Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, «pro tempore - scherza - molto pro tempore» - parla della necessità di dotare le politiche per l'inclusione di fondi certi che non siano sottratti a favore di altre realtà, durante il suo intervento che ha concluso la prima giornata della Conferenza europea sulla popolazione Rom, in corso a Roma.

Per realizzare una seria politica sulla inclusione è necessario «un progetto articolato con competenze - spiega Ferrero - che siano afferenti al sistema centrale, perché quando non è popolare investire a livello locale su politiche di integrazione dei Rom serve l'intervento dello stato». Per il ministro «in Italia è presente un razzismo che sta crescendo, soprattutto nelle regioni del nord, non per un problema di ricchezza ma di perdita di prospettiva della storia». È poi la città per Ferrero a essere il serbatoio della paura e del disagio sociale, «paura che cresce con l'isolamento e la solitudine che si vive nei grandi centri abitati». Tre sono le ricette per l'integrazione dei Rom in Italia, integrazione che non vuol dire «abbandonare la propria identità per aderire a quella italiana che neanche esiste, visto che è una somma di minoranze»: scuola, lavoro e casa. «Non è vero che gli zingari siano geneticamente incompatibili con vivere in una casa, andare a scuola e lavorare, ma sono necessarie politiche che li integrino».

Essenziale quindi, conclude Ferrero «una mediazione, dove il pubblico si prenda in carico il problema e le persone non si sentano abbandonate». Con la mediazione quindi «si rompe il meccanismo “amico-amico” a favore di legami reali».



Fonte: Redattore sociale , 23/01/2008


pubblicato: 23-01-2008 - modificato: 27-02-2009




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