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Il carcere per discriminazioni di gay e transgender
Ai primi di febbraio la proposta in Aula (15/01/2008)


Chi molesta con insistenza una persona e chi incita alla violenza contro transgender o gay finirà in manette rischiando il carcere fino a quattro anni. Alla Camera, alla fine di un percorso tormentato e lungo, la proposta su stalking e omofobia - frutto dello “stralcio” dal DDL governativo sulla violenza sessuale - ottiene finalmente l'assenso in Commissione Giustizia. Il testo ora è pronto per l'Aula, dove (salvo sorprese) approderà ai primi di febbraio.

Ma quale nel dettaglio il contenuto della legge? Intanto, il nuovo reato di stalking: da sei mesi a quattro anni - ma la pena aumenterà in caso di recidiva o se a subire è un minore - a chi “reiteratamente” molesta o minaccia infliggendo alla vittima “una sofferenza psichica” ovvero determini “un fondato timore” per la sicurezza (propria o di persona vicina) o comunque pregiudichi in modo “apprezzabile” le sue abitudini di vita. In via generale è richiesta la querela, ma si procederà d'ufficio se le minacce sono gravi.

Gli atti persecutori, inoltre, saranno aggravante sia in caso di omicidio sia di violenza sessuale. E in più abiliteranno alle intercettazioni telefoniche e agli incidenti probatori per acquisire la testimonianza anche di minori.

Contro i molestatori le misure non si fermano comunque al giro di vite punitivo. Se la persona offesa lo chiede, scatterà l'ammonimento formale da parte del questore. E non solo: il giudice può vietare all'imputato di avvicinarsi ai luoghi frequentati d'abitudine dalla persona offesa o dai suoi familiari.

Quanto ai reati di omofobia, qui il testo varato dalla commissione ritocca la legge Mancino aggiungendo alla discriminazione già sanzionata per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi quella fondata sulle “condizioni personali o sociali” o anche sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Un restyling che permetterà dunque di condannare chi discrimina o istiga a discriminare omosessuali e transgender con la reclusione fino a un anno e sei mesi (o in alternativa la multa fino a 6000 euro) e chi contro loro commette o incita alla violenza con il carcere da sei mesi a quattro anni. Tra l'altro la circostanza peserà come aggravante e autorizzerà a procedere sempre d'ufficio.

La legge peraltro, rispetto alla Mancino, dimezza la pena nel caso di propaganda (e non più semplice diffusione, come recita l'attuale formulazione) di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale ed etnico.



Fonte: Redattore sociale , 15/01/2008


pubblicato: 16-01-2008 - modificato: 16-01-2008




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