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Ministero e Fincantieri firmano l’intesa per l’inserimento lavorativo dei minori
Saranno 20 giovani entrati nel circuito penale (18/12/2007)


Saranno inizialmente 20 i giovani, entrati nel circuito penale, che cominceranno a lavorare nell'ambito della cantieristica navale per acquisire «una formazione tecnologica-professionale». È questo il primo passaggio del protocollo d'intesa firmato tra il Ministero della Giustizia e Fincantieri, che mira al reinserimento sociale e lavorativo dei minori sottoposti a provvedimenti penali. L'iniziativa ha l'obiettivo di formare al lavoro i ragazzi degli istituti penali minorili, in modo che oltre alla garanzia della certezza della pena ci sia anche «la tutela dei diritti soggettivi, la promozione dei processi evolutivi adolescenziali e il reinserimento sociale e lavorativo dei minori sottoposti a provvedimenti penali».

Questa firma per il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che ha ospitato il presidente di Fincantieri Giuseppe Bono a via Arenula, è «importante, soprattutto perché vorremmo che possa essere di esempio per le altre aziende italiane, in modo che si possa determinare un approccio al lavoro per i giovani inseriti nei circuiti penali». La via della formazione e del lavoro, non si nasconde Mastella «è difficile e delicata, ma va esplorata». D'accordo anche Bono, che sottolinea come questo protocollo determini di fatto «un successivo reinserimento di questi giovani nella società». Fincantieri inserirà i primi 20 giovani nei propri stabilimenti di Monfalcone (Go), Marghera-Venezia, Ancona, Muggiano (Sp), Castellammare di Stabia (Na), Palermo, Sestri Levante e Sestri Ponente (Ge). Il progetto sarà supportato da tutor che seguiranno le attività dei ragazzi e ci sarà un monitoraggio costante del lavoro in corso di svolgimento.



Fonte: Redattore sociale , 18/12/2007


pubblicato: 21-12-2007 - modificato: 02-03-2009




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