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Lavoro inaccessibile, solo il 3,5% dei cittadini disabili sono occupati
Gli impegni del Ministero della Solidarietà sociale (04/12/2007)


Rimettere al centro del dibattito politico la questione dei diritti dei disabili, a partire dalla convocazione di un tavolo di lavoro con le associazioni da gennaio 2008. La proposta è del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, intervenuto alla presentazione a Roma della Convenzione ONU sui diritti dei disabili. La Convenzione «sarà ratificata con tutta probabilità dal Consiglio dei ministri del 21 dicembre» ha detto Ferrero, anche se la ratificazione - che dovrà comunque essere successivamente approvata dal Parlamento - deve essere richiesta dal Ministero degli Esteri. L'occasione, ha dichiarato il ministro, dovrà servire a «riprendere il rapporto con Regioni e Comuni per costruire uno spazio politico di intervento», anche in vista dell'organizzazione della Conferenza nazionale sulla disabilità prevista nel 2008. Intanto Ferrero ha convocato un tavolo di lavoro. Servirà - ha detto - ad avviare i lavori dell'Osservatorio sulla disabilità, già previsto dal collegato alla Finanziaria in discussione in Parlamento. «Abbiamo bisogno di incorporare il sapere sociale delle associazioni per fissare diritti certi ed esigibili. Il tavolo inizierà a confrontarsi su non autosufficienza e diritto al lavoro».

E il diritto al lavoro rimane uno dei nodi irrisolti della questione. Secondo dati ISFOL, solo il 3,5% dei cittadini disabili sono occupati, contro la media del 49% della popolazione nazionale. E nella fascia di età 15-44 la popolazione attiva tra i disabili è del 18,4% contro il 62,5% della media nazionale. La legge 68/99 ha istituito servizi di collocamento mirato per i disabili nei Centri Pubblici per l'Impiego (CPI). Ma - sempre secondo dati ISFOL - il 44,5% dei CIP non hanno ancora attivato i servizi, otto anni dopo la legge. E il 34,8% dei CIP hanno barriere architettoniche, che precludono l'accesso di molti lavoratori disabili. Un dato che colpisce è che il 48,6% dei disabili iscritti alle liste speciali di collocamento non si dichiara disponibile a lavorare. Uno su due. Ma il dato è corrotto. Lo ho spiegato Nina Daita, sindacalista, intervenuto prima di Ferrero al convegno sulla Convenzione dei diritti dei disabili. «Sono molti gli anziani poveri, portatori di una lieve disabilità, che si iscrivono al collocamento perché è obbligatorio per avere l'assegno mensile di 220 euro». Una pratica destinata a terminare, dato che il Protocollo sul welfare prevede che non sarà più necessario iscriversi al collocamento per riscuotere l'indennità. Critiche alla Pubblica amministrazione sono invece arrivate da Pietro Barbieri (Federazione Italiana Superamento Handicap, FISH) che ha però anche ricordato che circa la metà delle aziende italiane obbligate dalla legge 68 ad assumere un numero minimo di lavoratori disabili, ricorrono al pagamento delle penali per esserne esonerate.



Fonte: Redattore sociale , 04/12/2007


pubblicato: 05-12-2007 - modificato: 27-02-2009




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