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Le mamme scendono in piazza in difesa dell’allattamento al seno
Sit-in davanti a Montecitorio mercoledì 14 novembre (13/11/2007)


Un sit-in delle mamme in difesa del diritto di allattare al seno si svolge il 14 novembre alle 10.30 a Roma davanti a Montecitorio per sensibilizzare il Parlamento e l'opinione pubblica sulla necessità di una legge contro le continue pressioni delle aziende che commercializzano alimenti per l'infanzia. 'Il latte materno - si legge nel Manifesto per la difesa dell'allattamento al seno redatto da Ibfan Italia , la Rete internazionale per l'alimentazione infantile e sottoscritto da numerosi gruppi e associazioni - è un bene comune che la natura ha affidato in gestione alle donne. Solo le donne possono decidere se, dove, quando, come, quanto e quanto a lungo allattare. Nessuno dovrebbe sostituirsi a loro o interferire con la loro indipendenza. Tanto meno chi è mosso da fini commerciali e di profitto e vorrebbe sostituire il latte materno con latti artificiali e altri alimenti e bevande, o chi vende gli strumenti per somministrare questi prodotti: biberon e tettarelle'. Obiettivo dell'iniziativa - promossa da Ibfan, La leche league (Lll) - Lega per l'allattamento materno; Aicpam , Associazione italiana consulenti professionali in allattamento materno; Mami , Movimento allattamento materno italiano - è ottenere dal governo la piena attuazione del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno emanato da Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e UNICEF nel 1981, allo scopo di proteggere la salute dell'infanzia, sanzionando la scorretta commercializzazione e ogni forma di promozione dei sostituti del latte materno.

Anche l'Italia ha sottoscritto il Codice, così come tutti i Paesi dell'Unione Europea. Ciò nonostante, l'attuale normativa è tuttora più debole del Codice internazionale e delle successive risoluzioni, poiché limita le restrizioni commerciali alle sole formule lattee iniziali per neonati (latti1), lasciando le compagnie libere di violare il Codice per tutti gli altri prodotti (latti2, latti3, tisane, omogeneizzati, biberon e tettarelle).

'Entro il 31 dicembre 2007 - proseguono le associazioni promotrici - il governo italiano dovrà varare una nuova direttiva europea (la 2006/141/CE del 22 dicembre 2006), che comporterà una profonda revisione della disciplina vigente in materia. Sarà finalmente l'occasione per dettare regole chiare e precise sulla pubblicità e l'etichettatura dei sostituti del latte materno. E porre un freno agli episodi di conflitto di interessi tra sistemi sanitari e aziende'.

In particolare i promotori dell'iniziativa chiedono che venga proibito qualsiasi tipo di pubblicità (anche nelle cosiddette riviste di puericultura), sia essa riferita ai latti di partenza sia agli altri latti (di proseguimento, di crescita, speciali), sia ai biberon e alle tettarelle; siano chiaramente differenziati i diversi tipi di latte usando nomi, confezioni ed etichette diverse, e non solo il numero; i genitori vengano informati che si tratta di prodotti non sterili, e che le istruzioni per la ricostituzione, la conservazione, la manipolazione e l'uso di questi prodotti vengano standardizzate seguendo le raccomandazioni dell'OMS del 2007; siano usati caratteri ben visibili anche per gli avvisi riguardanti la superiorità del latte materno, la difficoltà di riprendere l'allattamento al seno una volta iniziata l'alimentazione artificiale, e le improprie qualità nutrizionali dei prodotti artificiali.

E ancora, che nessun alimento o bevanda, con l'eccezione dei latti di partenza, possa essere etichettato e commercializzato per lattanti che non abbiano compiuto i sei mesi; sia proibito qualsiasi contatto a scopo promozionale tra produttori e distributori di prodotti coperti dal Codice e genitori (opuscoli, libri, altro materiale audiovisivo, valigette regalo, abbonamenti a riviste, club di mamme e bambini, promozioni o forum via internet); sia proibito l'uso, diretto o indiretto, delle strutture e degli operatori sanitari da parte di produttori e distributori di prodotti coperti dal Codice per convogliare verso gli utenti materiale informativo e promozionale. L'unico materiale informativo - si legge ancora nel Manifesto - distribuito dagli operatori sanitari deve essere quello prodotto dal Servizio Sanitario Nazionale. Devono essere evitati i conflitti d'interesse vietando i regali e regolamentando rigorosamente le sponsorizzazioni per formazione e ricerca; sia proibita qualsiasi donazione o vendita sottocosto di prodotti coperti dal Codice.

Durante il sit-in (è possibile aderire anche online navigando sul sito Internet Rete romana consumo critico ) si terrà una raccolta di firme a sostegno dell'iniziativa che saranno poi consegnate al presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Una delegazione delle associazioni promotrici chiederà inoltre di essere ricevuta dal ministro della Salute Livia Turco.


Fonte: Redattore sociale , 13/11/2007


pubblicato: 14-11-2007 - modificato: 14-11-2007




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