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Nelle Marche crescono i giovani immigrati di seconda generazione
Presentati i risultati di una ricerca della Regione (13/11/2007)


Condotto dal Dipartimento di Scienze sociali dell'Università Politecnica delle Marche, cofinanziata dal Ministero dell'Università e della Ricerca nel 2005 e dall'Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Marche, il progetto di ricerca si è posto l'obiettivo di verificare il comportamento della seconda generazione di immigrati rispetto ad una serie di parametri: 1. la struttura familiare; 2. la condizione socio-economica della famiglia d'appartenenza; 3. le reti amicali e gli stili di vita; 4. le prospettive di studio e di lavoro; 5. il tempo libero; 6. le competenze linguistiche; 7. l'autopercezione e la considerazione di sé; 8. l'identità religiosa; 9. gli atteggiamenti verso il Paese d'origine e l'Italia.

La ricerca si è concentrata su un campione di 876 alunni di origine straniera tra i 14 e i 22 anni frequentanti le scuole superiori di II grado delle province di Ancona e Macerata. «In poco meno di 10 anni è cresciuta notevolmente la presenza nelle scuole marchigiane degli immigrati - ha sottolineato Gabriele Sospiro, coordinatore della ricerca - si è passati da una incidenza dell'1,5% degli stranieri sul totale della popolazione scolastica marchigiana nell'anno scolastico 1998-1999, all'8,8% nell'anno scolastico in corso». Più nello specifico, gli studenti stranieri rappresentano il 9,5% nelle scuole d'infanzia, il 10% nelle scuole primarie, il 19,5% nelle scuole secondarie di I grado e il 6% nelle scuole secondarie di II grado.

Con lo scopo di colmare un vuoto conoscitivo su una porzione importante di popolazione, quella rappresentata dagli immigrati residenti nella Regione Marche (18.760 nel 2004; 22.083 nel 2005; 24.047 nel 2006), le cui prime cinque comunità per numero di presenze risultano essere quella albanese (4124), marocchina (2575), macedone (1996), rumena (1453) e cinese (1038), questo studio è utile per tracciare un quadro della situazione dei giovani immigrati che sono nati in Italia o vi sono giunti in età scolare: il 19,5% frequenta la scuola d'infanzia, il 36% la primaria, il 22,2% la secondaria di I grado e il 22% la secondaria di II grado. Rispetto alle sole presenze nelle scuole secondarie di II grado, il 15% frequenta un liceo, il 38% un istituto tecnico e il restante 46,6% un istituto professionale.

Non incide molto sul rendimento scolastico se i giovani immigrati hanno iniziato la loro esperienza scolastica in Italia o nel Paese d'origine mentre, al pari degli italiani, incidono sul rendimento scolastico altri fattori, come l'indirizzo scolastico delle medie di II grado prescelto e il genere di appartenenza: le ragazze e coloro che frequentano un liceo raggiungono migliori risultati dei ragazzi e di chi frequenta un istituto professionale. Notevole, al contrario, risulta essere l'incidenza della condizione economica e il titolo di studio dei genitori, tre volte di più rispetto alla appartenenza etnica. Un dato preoccupante risulta essere la maggior selezione scolastica degli stranieri rispetto agli italiani: «I figli di immigrati vengono maggiormente selezionati nelle Marche come purtroppo nel resto d'Italia - ha detto il professor Ennio Pattarin, responsabile scientifico della ricerca -, un segnale di difficoltà su cui occorre lavorare per trasformare la scuola degli italiani in scuola multiculturale». «Questo studio - ha dichiarato l'assessore regionale Marco Amagliani, Assessore regionale ai Servizi sociali e Immigrazione - rappresenta uno strumento in più che la Regione ha nel predisporre il Piano sociale per gli Ambiti e destinare risorse per l'attuazione di interventi mirati rispetto agli immigrati».



Fonte: Redattore sociale , 13/11/2007


pubblicato: 14-11-2007 - modificato: 27-02-2009




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