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Gli operatori sociali chiedono più formazione manageriale
Lo rivela una ricerca svolta dai comuni baresi di Bitonto e Gioia del Colle (06/11/2007)


Donna, tra i 30 e i 40 anni, laureata, lavoratrice dipendente (ma volontaria nel 30% dei casi). Opera nelle aree disabili, salute, infanzia, famiglia e anziani. Fa largo uso di competenze legate all'assistenza e all'efficacia personali, ma ciò che chiede è soprattutto più formazione di tipo manageriale. È l'identikit dell'operatore dei servizi sociali di due comuni della provincia di Bari, Bitonto e Gioia del Colle che, con l'ausilio di una rete operativa composta da IFOC, dal Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bari, dal Centro Studi Erasmo e dalla Fondazione Di Vagno, hanno composto una vera e propria analisi e mappatura delle professioni sociali dei due comuni pugliesi.

La ricerca ha coinvolto 40 enti pubblici e privati, cooperative sociali e associazioni, attraverso la somministrazione di circa 130 questionari strutturati per ambito. Dall'analisi dei questionari emerge la tipologia dei profili socioassistenziali, maggiormente impegnate: il 50% sono operatori sociosanitari a cui seguono gli educatori professionali, gli assistenti sociali, gli operatori ausiliari, i dirigenti, gli psicologi e, infine gli animatori socioeducativi. Sotto la lente d'ingrandimento le informazioni socioanagrafiche, le peculiarità operative delle professioni, le competenze professionali, i bisogni, e le considerazioni sulle trasformazioni in atto nel settore. Queste e altre informazioni sui profili professionali degli operatori sociali verranno presentate pubblicamente in due workshop che si terranno a Gioia del Colle nella sala De Leo e giovedì 8 a Bitonto presso il municipio. Ai due incontri parteciperanno esponenti delle due amministrazioni e rappresentanti degli enti attuatori del progetto.

«Proprio in questi giorni - sottolinea l'assessore alle Politiche sociali di Bitonto Francesco Paolo Ricci - da noi sta partendo la seconda parte del Piano di Zona, dopo la pausa subita a causa delle modifiche dei distretti sociosanitari, e la conseguente rimodulazione della prima parte approvata a luglio. Ora, dunque, è il momento della progettazione di dettaglio, che si chiuderà entro dicembre nei termini previsti dalla Regione. Dunque, la presentazione di questa fondamentale mappatura innesta un circolo virtuoso e supporterà proprio il lavoro dei prossimi due mesi, col fine di valorizzare anche le varie professionalità del sociale e del sociosanitario, per una sinergia sempre migliore tra pubblico e terzo settore».

Il progetto Modus che ha già in attivo nella provincia barese workshop, seminari, interviste e focus group con decine di referenti del pubblico e del privato, testa nuovi modelli di analisi delle politiche sociali e dei servizi attraverso una doppia azione: un sistema permanente di rilevazione di domanda e offerta di servizi e, appunto, una ricerca sui bisogni formativi degli operatori sociali del pubblico e del privato. Prossima tappa, l'analisi della spesa sociale dei comuni dell'ambito. Le attività si concluderanno entro l'anno con un database dei fenomeni emersi e un dossier sull'evoluzione di domanda e offerta dei servizi sociali negli ultimi due anni.



Fonte: Redattore sociale , 06/11/2007


pubblicato: 08-11-2007 - modificato: 27-02-2009




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