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Nonni civici addio? A Napoli i volontari protestano davanti alle scuole
Il servizio di vigilanza svolto da persone anziane svolto per 10 anni (18/09/2007)


Nonni civici addio? Mentre a Napoli il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni inaugura un anno scolastico già iniziato da un po', le associazioni di volontariato protestano per la sospensione del servizio di vigilanza svolto da persone anziane all'ingresso e all'uscita delle scuole elementari e medie. Oltre 650 tra uomini e donne dai 57 anni in su (l'età media è di 67 anni) che la mattina prendono servizio all'esterno delle strutture scolastiche, aiutando bambini e ragazzi ad attraversare la strada, e facendo in modo da evitare che traffico e caos metropolitano li coinvolgessero in incidenti, risse o altre situazioni pericolose per l'incolumità. Il servizio, svolto per 10 anni dalle associazioni di volontariato su incarico del Comune di Napoli, ora è di competenza delle municipalità (i 10 distretti urbani in cui a Napoli il decentramento amministrativo ha sostituito le circoscrizioni), che non hanno provveduto ancora ad avviarlo.

"La sospensione dei Nonni civici - afferma Mario Melluso, presidente dell'Auser Campania - rappresenta un altro tassello in bilico della solidarietà napoletana. A reclamarlo non sono solo gli anziani volontari, che recepivano un contributo simbolico di sei euro all'ora, ma anche i dirigenti scolastici, le famiglie, i bambini stessi". "Da quando ci sono i Nonni civici - prosegue Melluso - non si è verificato alcun episodio che abbia attentato alla sicurezza nelle scuole napoletane. Gli anziani, con la loro semplice presenza, hanno costituito un deterrente per i malintenzionati. Ora a sostituire gli anziani volontari sono chiamati i vigili urbani, che negli orari di ingresso e di uscita sono costretti a lasciare l'attività in strada e a spostarsi presso le scuole, con un ulteriore appesantimento del traffico che penalizza tutti i cittadini". "Confidiamo in un colpo di remi che ridia slancio al sistema di solidarietà e di sicurezza che in questo momento a Napoli sembra si stia esaurendo. Gli abitanti di Napoli - conclude il presidente dell'Auser Campania - hanno un grande bisogno di normalità, e il punto di partenza per costruirla è l'attenzione verso i più deboli, a cominciare da bambini e anziani".

Fonte: Redattore sociale, 18/09/2007



pubblicato: 24-09-2007 - modificato: 24-04-2008




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