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Molestie sessuali

Per molestia sessuale si intende ogni atto o comportamento indesiderato, anche verbale, a connotazione sessuale, arrecante offesa alla dignità e alla libertà della persona che lo subisce, oppure atto che possa creare ritorsioni o un clima di intimidazioni nei suoi confronti.
Le molestie e le molestie sessuali costituiscono una forma di discriminazione in base al sesso e sono pertanto espressamente vietate in tutti i Paesi dell'Unione Europea.

Nel 1991 la Commissione europea ha emanato una Raccomandazione sulle molestie sessuali sul lavoro, alla quale è stato affiancato un Codice di buona condotta.

Il testo della Raccomandazione, che non ha valore vincolante, sollecita gli Stati membri ad adottare provvedimenti volti a eliminare gli atti di umiliazione e di intimidazione sessuale verso le persone più "ricattabili" come le donne divorziate o separate, le giovani al primo impiego o con contratti precari, le persone handicappate, gli omosessuali, le minoranze etniche. Il Codice, invece, suggerisce a imprenditori, sindacati e lavoratori gli strumenti per prevenire le molestie sessuali sul lavoro e per introdurre procedure che risolvano il problema e ne prevengano il ripetersi.

In Italia è possibile fare riferimento al Decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11 ("Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori").
Si può anche fare riferimento alla Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori), per impugnare il licenziamento o la discriminazione nella carriera. Qui la molestia e il ricatto sessuale non sono nominate.
Ancora, si può fare riferimento alla Legge 10 aprile 1991, n. 125 (e successive modificazioni), contro la discriminazione delle donne e sul lavoro e per le azioni positive. Anche in questo caso la tutela è indiretta in quanto, nonostante nel 1991 il fenomeno fosse già uscito dalla clandestinità, la molestia sessuale non è citata come causa di discriminazione.
L'art. 61 ("Pari Opportunità") comma 1b del Decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, prevede che le Pubbliche Amministrazioni adottino atti regolamentari per assicurare pari dignità a uomini e donne sul lavoro.
In applicazione di questa disposizione, provvedimenti sono stati adottati dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e Innovazione; altri ministeri (Sanità, Lavoro) hanno adottato i codici di comportamento.

Per approfondimenti e altre informazioni:
- Alcuni dati sulle molestie sessuali
- Testo base del codice di comportamento e procedure per il ricorso in caso di molestie sessuali sul posto di lavoro
- Parità di opportunità tra donne e uomini (Unione Europea)


pubblicato: 15-01-2003 - modificato: 04-10-2010




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