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Mediazione familiare

Secondo la Delibera 11560 del 30 marzo 2010 (scaricabile in .pdf) della Giunta provinciale di Torino, l'espressione "Mediazione familiare" indica un percorso strutturato a sostegno della riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o al divorzio; tale percorso prevede la presenza di un mediatore familiare, con una formazione specifica, equidistante/equivicino alle parti, nella garanzia del segreto professionale e in autonomia dall'ambito giudiziario, che faciliti la costruzione di un accordo durevole e condiviso, soddisfacente e rispettoso dei bisogni di tutti e soprattutto dei bambini, affinché i genitori, nonostante la separazione, condividano la responsabilità genitoriale, mantenendo un rapporto equilibrato e continuativo con i figli.

La Mediazione familiare ha lo scopo di prevenire il disagio dei minori coinvolti nelle situazioni di crisi familiare. Conflittualità disfunzionali e persistenti possono, infatti, comportare un serio rischio evolutivo per i figli, nonché l'affievolimento o la perdita della continuità del legame con il genitore non più convivente e con il suo ambito parentale; con riferimento alla Carta Europea sulla formazione dei mediatori familiari operanti nelle situazioni di separazione e di divorzio (1992), il "Mediatore familiare" è un professionista in possesso di una specifica formazione, conseguita presso scuole accreditate e riconosciute nel rispetto degli standard europei. Egli opera in rigorosa autonomia dagli altri ambiti professionali, coinvolti a vario titolo nella vicenda separativa, condividendo l'obiettivo di una riorganizzazione positiva delle relazioni.
Il mediatore interviene solo dietro richiesta dei diretti interessati; l'invio da parte dei magistrati è subordinato, come previsto dalla Legge 8 febbraio 2006, n. 54 ("Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli"), al consenso delle parti.


pubblicato: 18-02-2008 - modificato: 15-10-2014




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