Lavoro atipico


I lavoratori "atipici" in Italia fanno parte dell'oceano di consulenti e collaboratori che prestano servizio per aziende piccole e grandi, ma anche pèer la Pubblica Amministrazione. E sono sempre più numerosi. Quattro, cinque (o quanti?) milioni di persone non hanno un'occupazione stabile e lavorano con contratti di collaborazione, impieghi a termine, part-time o lavoro interinale.

Sebbene manchino dati precisi, secondo alcune statistiche i precari nella Pubblica Amministrazione sarebbero circa mezzo milione, di cui oltre la metà nel settore scuola (fra insegnanti e personale tecnico). Senza contare i precari del Servizio Sanitario Nazionale (soprattutto infermieri).
Vediamo sinteticamente di seguito le varie tipologie di contratto.

Collaboratori coordinati e continuativi
La regolamentazione sulle "collaborazioni coordinate e continuative" segue l'art. 409 del codice di procedura civile che assoggetta questo tipo di contratto alla competenza del giudice del lavoro; la Legge n. 335/95 (cd. riforma Dini del sistema previdenziale) include tale categoria di lavoratori tra quelli tenuti a iscriversi, in mancanza di altra copertura previdenziale, alla gestione separata di cui all'art. 2, prevedendo un'aliquota previdenziale inferiore a quella vigente per i rapporti di lavoro subordinato.

Il contratto a progetto, o meglio contratto di collaborazione per programma, o progetto o fase di esso è disciplinato dal D. Lgs. n. 276/2003 (cd Legge Biagi), di attuazione della legge delega 30 del 2003.
La normativa del contratto a progetto non riguarda i rapporti di lavoro con la Pubblica Amministrazione per la quale (vedi circolare ministeriale del 15 luglio 2004) il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri si è espresso in materia di collaborazione coordinata e continuativa nella Pubblica Amministrazione. La circolare analizza le principali caratteristiche del rapporto co.co.co nella Pubblica Amministrazione, che non è soggetto alle nuove disposizioni della riforma Biagi (D.lgs. 276/03) in materia di contratto a progetto, e definisce i presupposti e i limiti alla stipula dei contratti, insieme alla corretta gestione degli adempimenti fiscali e previdenziali relativi.

Lavoro part-time a tempo indeterminato
E' un contratto base, definito dall'ordinamento italiano "tipico". Non prevede una scadenza e tutela il dipendente assicurandogli maggiore stabilità rispetto agli altri tipi di contratto. Ciascuno dei contraenti può recedere da questo tipo di contratto dando il preavviso nei termini e nei modi stabiliti dalle norme corporative. In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto a versare all'altra parte un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso. L'indennità di mancato preavviso spetta indipendentemente dall'esistenza di un danno, ma in base alla giurisprudenza vigente non è ravvisabile un danno ulteriore. Le dimissioni del lavoratore producono effetto nel momento stesso in cui sono presentate, non essendo vincolate all'accettazione dei superiori.

Contratti di lavoro a tempo determinato
Il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (e successive modifiche) stabilisce che è consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.
L'apposizione del termine è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nel quale sono specificate le ragioni di cui al comma 1.
Il datore di lavoro è tenuto a consegnare copia dell'atto scritto al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall'inizio della prestazione.
La scrittura non e' tuttavia necessaria quando la durata del rapporto di lavoro, puramente occasionale, non sia superiore a 12 giorni.
Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato con il consenso del lavoratore solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a tre anni. In questi casi la proroga e' ammessa una sola volta e a condizione che sia richiesta da ragioni oggettive e si riferisca alla stessa attivita' lavorativa per la quale il contratto e' stato stipulato a tempo determinato. Con esclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessiva del rapporto a termine non potra' essere superiore ai tre anni.
Il datore di lavoro ha l'onere della prova relativa all'obiettiva esistenza delle ragioni che giustificano l'eventuale proroga del termine stesso.
E' importante sapere che, se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato (Art. 5 D.lgs 368/2001):
- il datore di lavoro e' tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20% fino al 10° giorno successivo, al 40% per ciascun giorno ulteriore.
- oltre il 20° giorno in caso di contratto di durata inferiore a 6 mesi, ovvero oltre il 30° giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.

Il lavoratore con contratto di lavoro con contratto a tempo determinato non deve essere in alcun modo discriminato (art. 6 D. lgs. 368/2001).
Gli spettano dunque:
- le ferie
- la gratifica natalizia o la tredicesima mensilita'
- il trattamento di fine rapporto
- ogni altro trattamento in atto nell'impresa per i lavoratori con contratto a tempo indeterminato comparabili, in proporzione al periodo lavorativo prestato a meno che non sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine.

Il lavoratore assunto con contratto a tempo determinato dovra' ricevere una formazione sufficiente ed adeguata alle caratteristiche delle mansioni oggetto del contratto, al fine di prevenire rischi specifici connessi alla esecuzione del lavoro e per aumentarne la qualificazione, promuoverne la carriera e migliorarne la mobilita' occupazionale.

Telelavoro
E' una forma di lavoro effettuata in un luogo distante dall'ufficio centrale o dal centro di produzione e implica una nuova tecnologia che permette la separazione e facilita la comunicazione. Nonostante sia una prestazione d'opera svolta al di fuori dei tradizionali confini aziendali, ciò non implica una trasformazione dei rapporti di lavoro preesistenti.



Per approfondimenti e altre informazioni:
- Sui lavori atipici: CGIL-NIdiL; CISL-FeLSA; Atipici e atipiche in rete (Regione Emilia-Romagna); Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- Sulla sicurezza
- La normativa sul lavoro a tempo determinato
- Portale sul lavoro interinale
- Sul telelavoro
- Per sapere come funziona la previdenza sociale con i nuovi contratti, il sito dell'INPS
- Sullo studio e interpretazione dei fenomeni economico-sociali, si veda il sito web dell'Istituto di Ricerche Economiche e Sociali IRES
- Come scrivere un curriculum vitae europeo


pubblicato: 11-11-2002 - modificato: 10-01-2012




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