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Pari Opportunità

vademecum
La trasformazione del ruolo della donna all'interno della società rappresenta uno dei fenomeni più significativi che ha attraversato l'Europa e l'Italia in particolare negli ultimi 20 anni.
Il lavoro, ad esempio, non è più territorio assoluto del genere maschile, ma si è aperto sempre più a quello femminile. Tuttavia, se da un lato la società contemporanea riconosce alle donne un ruolo prioritario non più relegato unicamente all'ambito familiare, dall'altro sono ancora gravi le discriminazioni che si riscontrano al momento dell'inserimento e all'interno del mondo del lavoro. Restano molte, infatti, le differenze fra i due sessi nel mercato del lavoro: la segregazione tra donne e uomini in generi diversi di attività - i servizi domestici, le cure sanitarie e l'insegnamento sono a tutt'oggi prerogativa femminile; la concentrazione di donne nell'occupazione a tempo parziale o in altre forme di lavoro atipico; il fatto che siano più spesso colpite dalla disoccupazione di quanto non succeda agli uomini; o che la maggioranza delle donne lavoratrici sia costituita da dipendenti, mentre sono numericamente meno le donne datrici di lavoro o lavoratrici autonome; le maggiori difficoltà delle donne nella progressione in carriera.

Anche se titoli di studio e formazione professionale costituiscono (almeno in teoria e al netto della crisi economica globale) elementi importanti per il conseguimento della stabilità occupazionale e retributiva, le donne continuano a ricevere retribuzioni significativamente inferiori a quelle degli uomini in quasi tutti i Paesi. Da queste ragioni è derivata, a partire dalla metà degli anni Settanta, l'esigenza di una normativa di tutela reale nei confronti della donna lavoratrice attraverso una serie di azioni di prevenzione e repressione di ogni forma di discriminazione.

Concretamente le iniziative dell'Unione Europea a favore delle donne si sono sviluppate in diverse direzioni:
- si è fissato l'obbligo sociale e politico degli Stati membri di garantire lo stesso trattamento a uomini e donne in materia di retribuzione;
- il principio di parità è stato esteso anche a sfere politiche dapprima escluse (le politiche per l'occupazione con azioni positive per l'accesso al lavoro e la sicurezza sul lavoro; l'istruzione e la formazione; la sicurezza sociale, la famiglia);
- da oggetto di decisioni politiche le donne ne stanno sempre più diventando il soggetto, attraverso il crescente inserimento delle donne nelle istituzioni, parallelamente all'accrescimento del potere e delle responsabilità nell'elaborazione delle politiche.


Legge regionale 8 gennaio 2004, n.1
Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento
(Modificata dalla Legge regionale 16/2006 e dalla Legge regionale 22/2007)


pubblicato: 23-02-2005 - modificato: 14-06-2013




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