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Handicap

vademecum
Per rispondere alla richiesta di informazioni sulle questioni legate all'handicap, la Provincia di Torino ha attivato nel 1999 il Centro Informazione Disabilità (CID).

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), "nell'ambito delle evenienze inerenti alla salute, si intende per disabilità qualsiasi limitazione o perdita (conseguente a menomazione) della capacità di compiere un'attività nel modo o nell'ampiezza considerati normali per un essere umano". Mentre "l'handicap è la condizione di svantaggio conseguente a una menomazione o a una disabilità che in un certo soggetto limita o impedisce l'adempimento del ruolo normale per tale soggetto. L'handicap è la conseguenza di un deficit, non il deficit stesso".
L'handicap si può quindi ridurre; una persona con un handicap dovrà certo affrontare più difficoltà di un'altra per raggiungere l'obiettivo di una vita il più possibile autonoma e la società, attraverso le sue leggi e le sue reti di sostegno, ha l'obbligo di sostenerla nell'ottenimento di questi obiettivi.
In Italia la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 ("Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate") ha rappresentato una riorganizzazione della normativa esistente e la puntualizzazione importante di alcuni principi fondamentali come il diritto all'integrazione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con handicap. A sistematizzare tale riorganizzazione è stata approvata la Legge 8 novembre 2000, n. 328 ("Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali").
E' estremamente importante che le famiglie con una persona con handicap sappiano quali sono i loro diritti e cosa è necessario fare per potervi accedere.

Il diritto all'istruzione
Rispetto alla formazione, ogni ragazzo/a è libero/a di scegliere il percorso che preferisce in base alle proprie esigenze e attitudini e la legge garantisce anche meccanismi di passaggio da un sistema formativo all'altro. Molto importante è il corretto orientamento che, partendo dalle abilità e dalle aspettative del ragazzo/a e della famiglia, sia in grado di fornire tutte le indicazioni idonee per effettuare una scelta consapevole.
La legge 104/1992 fornisce indicazioni precise sul diritto allo studio delle persone con handicap: in particolare si garantisce l'inserimento all'asilo nido per i bambini da zero a tre anni e il proseguimento degli studi fino all'università con i necessari supporti educativi e assistenziali. In particolare viene sancito che "l'esercizio del diritto all'educazione e all'istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all'handicap".
Fino ai 18 anni, per ottenere le agevolazioni previste dalla legge sul diritto allo studio (insegnante di sostegno, indennità di frequenza, ecc.) è sufficiente la Diagnosi Funzionale (DF), fatta dal neuropsichiatra dell'ASL di competenza o, nel caso dell'indennità di frequenza, essere riconosciuto dall'apposita commissione dell'ASL di competenza come "minore con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età". L'indennità mensile di frequenza spetta di diritto in base alla Legge 11 ottobre 1990, n. 289 ai minori di 18 anni che frequentano la scuola di ogni ordine e grado e siano stati riconosciuti "minori con difficoltà persistenti".
La documentazione (indispensabile il documento di Diagnosi Funzionale) deve essere presentata al momento dell'iscrizione in qualsiasi ordine di scuola. I genitori possono scegliere la scuola che ritengono più adeguata al proprio figlio; le iscrizioni di studenti con handicap non possono essere rifiutate e hanno precedenza su quelle di altri. All'atto dell'iscrizione è importante segnalare particolari necessità quali trasporti, assistenza per l'autonomia, esigenze alimentari, terapie specifiche o altro.
Gli insegnanti di sostegno vengono assegnati annualmente alle scuole dalle Direzioni Regionali (ex Provveditorati agli Studi) in base alle richieste delle scuole (anche se può succedere che il numero non copra il reale fabbisogno). In presenza di casi particolarmente problematici il rapporto insegnante/allievo handicappato può anche essere di 1 a 1 ma in questo caso la richiesta deve essere motivata da un preciso progetto educativo che attesti la gravità della situazione.
Per alcuni tipi di scuola superiore in cui sono presenti laboratori è necessario presentare il documento che attesti l'idoneità alla frequenza, rilasciata anch'essa dall'équipe multidisciplinare dell'ASL.
E' il Consiglio di classe che prepara il progetto di integrazione in cui sono messi in evidenza gli strumenti, i materiali e gli ausili necessari.
I documenti fondamentali per la progettazione sono il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI), redatti nel rispetto delle scelte culturali e di vita della persona in difficoltà e della sua famiglia. La famiglia deve avere un ruolo attivo sia nella programmazione che nelle successive verifiche in itinere.
L'attuazione della programmazione non è responsabilità esclusiva dell'insegnante di sostegno, bensì di tutti i docenti del consiglio di classe.
Nella scuola superiore sono previsti due tipi di percorsi e di valutazioni a seconda delle capacità e potenzialità dell'allievo.
In ogni caso, però, la permanenza nella scuola non deve mai costituire un "parcheggio", bensì un momento di crescita e di apprendimento utili per il proprio futuro.
La legge sull'innalzamento dell'obbligo scolastico a 15 anni e la legge sull'obbligo formativo (Legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 68) fino a 18 anni coinvolge, ovviamente, anche i giovani con handicap.
Per quanto riguarda l'innalzamento dell'obbligo scolastico, questo deve essere espletato all'interno della scuola superiore di stato e quindi dopo la terza media i ragazzi che non hanno ancora frequentato nove anni di scuola e non hanno ancora superato i 15 anni devono necessariamente iscriversi a una scuola superiore.
Dopo l'assolvimento dell'obbligo scolastico i ragazzi devono rimanere nel circuito scolastico-formativo almeno fino al compimento dei 18 anni. Tale obbligo formativo può essere espletato, per tutti e quindi anche per i ragazzi con handicap, in tre diversi canali:

1. nella scuola di stato;
2. nella formazione professionale;
3. nell'apprendistato.

Alternativa alla scuola superiore è la formazione professionale.
E' molto importante che anche i ragazzi con handicap completino l'iter scolastico e formativo: per poter accedere a qualsiasi lavoro è ormai indispensabile aver conseguito almeno la licenza di scuola media inferiore e quindi è importante che si raggiunga almeno questo obiettivo utilizzando tutti gli strumenti che la legge offre: le prove d'esame sono predisposte sulla base del PEI e devono attestare i progressi effettuati dall'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Il diritto al lavoro
Al compimento del diciottesimo anno di età si dovrà richiedere all'ASL territoriale di competenza la visita fiscale che attesti l'invalidità civile: questo documento conterrà la diagnosi, la percentuale di invalidità e le capacità lavorative.
Ci si può iscrivere alle liste speciali di collocamento (si tratta del cosiddetto "collocamento mirato" e ha come riferimento normativo la Legge 12 marzo 1999, n. 68, "Norme per il diritto al lavoro dei disabili") anche prima dei 18 anni con la presentazione della Diagnosi Funzionale ma è poi necessaria una nuova iscrizione al compimento del diciottesimo anno di età, non appena in possesso di certificazione di invalidità.
Al momento della richiesta di certificazione all'ASL di competenza è bene richiedere non solo la visita medico-legale per il riconoscimento dell'invalidità ma anche quella per la certificazione dello condizione di handicap in base alla Legge 104/1992 e per l'accertamento della capacità lavorativa in base alla Legge 68/1999.
Per ottenere l'iscrizione al collocamento mirato occorre avere una percentuale di invalidità superiore al 45%, nel caso di invalidità civile, e del 33% nel caso di invalidità del lavoro. Le persone non vedenti o sordomute possono accedervi indipendentemente dalla percentuale.
Col documento di invalidità civile ci si presenta al Centro per l'Impiego (ex Ufficio di collocamento) della propria zona e si chiede l'iscrizione al collocamento ordinario, a quello obbligatorio e alle liste dell'art. 16 della Legge 28 febbraio 1987, n. 56 che riguarda le chiamate negli enti pubblici. Per poter partecipare alle chiamate è necessario presentare, oltre al documento di iscrizione al Centro per l'Impiego, la certificazione ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), che certifica la situazione reddituale del proprio nucleo familiare.

La Legge 68/1999, che ha sostituito la Legge 2 aprile 1968, n. 482, ha apportato notevoli cambiamenti anche nell'approccio all'obbligo di assunzione delle persone disabili. Infatti, malgrado rimanga l'obbligo, questa legge cerca di andare incontro tanto alle esigenze delle aziende quanto a quelle dei disabili stessi, con l'obiettivo di inserire, nei limiti del possibile, la persona giusta al posto giusto.
La vera novità della legge sta quindi nel collocamento mirato, strumento con cui la normativa consente di effettuare assunzioni attraverso progetti specifici che permettano di "valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione" (art. 2 della Legge 68/99).
Tale opportunità deve essere soprattutto utilizzata per l'avviamento al lavoro di quelle persone, la cui autonomia viene limitata da un handicap, sia esso intellettivo, psichico o fisico particolarmente grave.

Indispensabile per l'autonomia personale e la mobilità delle persone con handicap è la conoscenza delle procedure per accedere alle provvidenze economiche (agevolazioni, esenzioni, indennità, pensioni) e alle prestazioni sanitarie (ausili) previste dalla legge.

Per ulteriori approfondimenti:
- La Convenzione delle Nazioni Unite sulle persone con disabilità (2009, scaricabile in .pdf)
- Decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 ("semplificazioni" e handicap): Patente e guida, parcheggi, certificati provvisori per i permessi e i congedi lavorativi, neomaggiorenni, rivedibilità, concorsi pubblici




Legge regionale 8 gennaio 2004, n.1
Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento
(Modificata dalla Legge regionale 16/2006 e dalla Legge regionale 22/2007


pubblicato: 15-09-2006 - modificato: 08-10-2014




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