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Anziani

vademecum

Carta dei diritti degli anziani



Il 2012 Ŕ l'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietÓ tra le generazioni.

Secondo l'Unione Europea "dopo i 60 anni la vita non Ŕ certo finita e la societÓ sta apprezzando sempre di pi¨ il contributo offerto dalle persone della terza etÓ. Ecco cosa significa "invecchiamento attivo": avere di pi¨ - e non certo di meno - dalla vita quando si va su con gli anni, sia sul lavoro, che a casa, che all'interno della propria comunitÓ locale. I vantaggi non sono soltanto individuali, ma riguardano la societÓ nel suo complesso".


Che l'Italia fosse un Paese longevo Ŕ cosa nota ma questa caratteristica, negli ultimi 20 anni, si Ŕ notevolmente rafforzata. Secondo il Rapporto annuale ISTAT 2012 in Italia si contano 144 persone di 65 anni e oltre per ogni 100 con meno di 15, mentre, solo nel 1992, questa proporzione era di 97 a 100.
La vita media continua ad aumentare: secondo le stime effettuate nel 2011, Ŕ arrivata a 79,4 anni per gli uomini e 84,5 per le donne. Peraltro, il processo di invecchiamento della popolazione Ŕ destinato ad accelerare nel prossimo futuro, confermando come questo aspetto strutturale della societÓ italiana vada considerato attentamente per i suoi evidenti effetti sulla crescita e la composizione della spesa previdenziale, sanitaria e assistenziale.




Rispetto all'inserimento in presidi residenziali autorizzati, le possibilitÓ variano fra:

Residenze Assistenziali (RA)

Residenze Assistenziali Flessibili (RAF)

Residenze Socio Assistenziali (RSA)

ComunitÓ alloggio

Strutture semiresidenziali

Case albergo

Case protette

Legge regionale 8 gennaio 2004, n.1
Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento
(Modificata dalla Legge regionale 16/2006 e dalla Legge regionale 22/2007)
╚ opinione condivisa che la principale urgenza cui far fronte sia quella che riguarda la cura sanitaria e l'assistenza delle persone anziane, soprattutto di quelle non autosufficienti.
Ecco perchÚ il nostro sito esordisce con una breve guida di orientamento ai cittadini nelle procedure di accesso alle strutture socio-assistenziali.
╚ necessario aggiungere, inoltre, che soluzioni assistenziali e procedure di accesso ai servizi socio-sanitari di assistenza alle persone anziane seguono le linee guida regionali, ma possono variare a seconda delle disposizioni del singolo ente gestore.
Il primo luogo a cui la persona anziana autosufficiente, o parzialmente autosufficiente, pu˛ fare riferimento Ŕ il Servizio Socio-Assistenziale del Consorzio o del Comune di residenza. Qui, un operatore fornirÓ tutte le informazioni necessarie al bisogno oltre alle indicazioni sull'iter da seguire.
Se la persona non Ŕ autosufficiente, pu˛ rivolgersi allo Sportello Unico Socio Sanitario che prende in carico la persona, fornendo informazioni e sostenendola nelle procedure per l'attivazione dei servizi sociali e sanitari di cui ha bisogno. Innanzitutto Ŕ indispensabile valutare il grado di autonomia attraverso un esame pi¨ approfondito presso l'UnitÓ Valutativa Geriatrica (UVG). A questo scopo, l'operatore aiuterÓ il cittadino nella compilazione della richiesta (Ŕ possibile che, a seconda della zona di residenza, il cittadino debba consegnare la richiesta direttamente all'ASL di appartenenza). Gli accertamenti presso l'UVG individueranno la sistemazione pi¨ adeguata per la persona, che sarÓ inserita in una graduatoria per l'accesso a una delle strutture disponibili.
Relativamente dunque alle condizioni di salute, a quelle familiari e al reddito si potrÓ essere indirizzati verso il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD), Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)


pubblicato: 29-01-2004 - modificato: 14-06-2013




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