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Hacked by b0yner TurkHackTeam.Org // Turan Ordusu//Anka Timi In Every bit of the middle east,there is bloodshed right now.How painfull this is,that it's muslim blood being shed This scenario doesn't have a place in the holy book and is even strictly forbidden by it Why does the UN exist? Does it have a contribution to world peace ? The only thing they do is serve a secret agenda,Whatever that agenda is Especially the honour and dignity of muslims are dying What's important to us,is to earn the consent of Allah not the consent of the servants (of Allah) We are obligated to only shout out that we are muslims. We have never despaired of the mercy of Allah and we will not

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ultimo aggiornamento: 18-01-2017


Gruppi di parola per figli di genitori separati

A partire dal 2011 le scelte di politica sociale della Provincia di Torino si sono orientate affinché sul territorio piemontese si affermasse la risorsa, sinergica alla Mediazione familiare, dei Gruppi di Parola specificamente pensati per i figli di coppie divise. Un intervento che permette ai figli di esprimersi su quello che vivono nella famiglia divisa, di comunicare meglio, incoraggiando il dialogo e il continuum affettivo con ciascun genitore.


Un percorso strutturato per dare spazio alla parola


Al percorso si accede su richiesta diretta o su suggerimento degli operatori psicosociali e del diritto. Per l'iscrizione è indispensabile l'autorizzazione di entrambi i genitori.

Sono previsti quattro incontri, di due ore, una volta alla settimana o ogni 15 giorni e, nell'ultima ora dell' incontro conclusivo, sono attesi i genitori .E' bene precisare che non si tratta di un gruppo terapeutico ma di sostegno e scambio tra pari.

In presenza di situazioni particolarmente preoccupanti (un bambino che non mangia più, non dorme, ha frequenti incubi notturni, non vuole andare a scuola), l'iscrizione è subordinata alla valutazione del Servizio di Psicologia o di Neuropsichiatria Infantile.


Come funziona?


L'attività prende avvio periodicamente con un minimo di quattro e non più di otto componenti di una fascia d'età abbastanza omogenea. Generalmente i gruppi sono formati da bambini tra i sei e i 10 anni, oppure da ragazzini tra gli 11 e i 13, o ancora da ragazzi tra i 14 e i 16 anni.

Per consentire il massimo dell'espressione individuale i fratelli sono preferibilmente inseriti in gruppi differenti. Per far sì che la parola esista è importante vi sia una cornice rigorosa che definisca le regole.

Tra le regole, che prevedono puntualità, presenza a tutti gli incontri, ascolto e rispetto reciproco, risulta basilare il principio della confidenzialità che sancisce il patto di appartenenza al gruppo. La confidenzialità è una prerogativa assoluta del conduttore, mentre i partecipanti, se lo desiderano, potranno raccontare nei loro contesti di vita solo quanto li riguarda e le attività che svolgono. In ogni sessione viene affrontato un argomento specifico sul tema della separazione: il modo di intendere la famiglia, il conflitto, le due case, la famiglia ricostituita.

Il lavoro sulle emozioni è trasversale a tutte le sessioni. Gli argomenti prendono forma attraverso la parola e le attività espressivo-creative. Il disegno, i giochi di ruolo, la scrittura, la lettura, i collages, l'uso di pupazzi, consentono di approcciare e rappresentare la realtà della separazione servendosi dello "schermo protettivo" di quanto viene proposto in funzione di ciò che emerge nel gruppo. Queste attività consentono di vivere le emozioni senza venirne travolti, ma anche di cogliere ciò che in quel momento si è in grado di sopportare, r endendo narrabile e "controllabile" la transizione familiare. Si tratta di attività che favoriscono la verbalizzazione dell'esperienza e promuovono la socializzazione e l'instaurarsi di legami di solidarietà tra pari con cui scoprire competenze che infondano fiducia e speranza nel futuro.



ultimo aggiornamento: 14-10-2014



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